postato da rebowsky alle ore 08:51
giovedì, 28 agosto 2008

KISS

Ero sconcertato a trovarti così vicino dopo averti pensato così tanto,
quasi non sapevo come reagire.

 

Ero affascinato dallo charme che sprigionavano i lineamenti del tuo viso.
Una luce straordinaria sembrava illuminare il tuo volto.

 
Era incredibile, possedevi qualcosa di speciale
che ti rendeva diversa da tutte le altre donne che avevo visto.

 

La tua pelle era liscia, come se fosse levigata.
I capelli neri, con il nuovo taglio, scendevano fin sotto al mento

e ti donavano un piglio vivace.

 

La tua essenza piena di vita,

brillante ancora più di come avevo immaginato,
mi affascinava.

Mi stavi vicino, così vicino che sentivo il tuo alito tiepido
ti sentivo respirare sotto la tua camicetta.


Ti ho appoggiato una mano sul fianco e mi hai baciato sulla bocca.

 

La tua bocca aveva un sapore particolarmente buono.

Labbra da mordere, da succhiare.
La pressione dei nostri corpi si confondeva con la consistenza dei tuoi capelli,
del tuo collo sotto le mie dita.

 

Ti sei staccata e mi hai guardato,

ancora sbilanciata con le labbra dischiuse.


Hai sorriso, sapevi quanto ci tenevo a rendere speciale

questo giorno particolare per te.

 Mi hai chiesto sorniona “dove si va?”

 

Ti ho aperto lo sportello della macchina, e sei salita.
Ho fatto il giro della macchina, sono salito anche io
e ho avviato il motore iniziando a guidare in silenzio.

 

Ci siamo guardati, quasi leggendoci nei nostri reciproci pensieri

e siamo scoppiati in una fragorosa risata.

 

La strada appariva vuota per un buon tratto,
il che mi permetteva di distrarmi dalla guida per poterti guardare.

Non riuscivo a distogliere lo sguardo dall'incavo che le separava i tuoi seni
le cui forme erano gonfie e davano l'impressione di tracimare dalla camicetta che indossavi.

Ero intontito dal piacere che mi provocava la vista del tuo corpo.
Il desiderio di baciare il tuo seno si faceva spazio nella mia mente
e mi provocava un insolito stato di eccitazione.

Avevo voglia di baciare il tuo corpo,
di gustare il sapore della tua pelle, della tua carne.

Avevo voglia di te.

(continua)

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categoria : passione, desideri, sensualità, tu

postato da rebowsky alle ore 11:57
mercoledì, 27 agosto 2008

EMPTY ROOMS

Ci sono momenti in cui ho l’impressione

che la cosa triste di una storia sedimentata

sia il dare per scontato di esserci.

 

Dare per scontato che uno torni a casa

senza nessun particolare entusiasmo

né contentezza quando succede.

 

Ma forse siamo noi che lo vogliamo.

 

Forse si vorrebbero fermare le cose che ci piacciono,

 renderle più permanenti e sicure possibile,

sottrarle ai pericoli del tempo

e delle trasformazioni

e dei cambiamenti di umore.

Ma non sempre é possibile.

Il tempo cambia molte cose nella vita,
si sente il bisogno di una propria evoluzione.

 

Ho sempre vissuto con l’idea che due persone

possano vivere insieme sicure e fiduciose,

senza i sospetti ed i giochi di contrappeso,

senza le lusinghe fasulle di un rapporto instabile.

 

L’ho sempre creduto.

 

E continuo a crederlo,

ma quello che successo in realtà

é che ci siamo costruiti intorno una prigione di certezze reciproche,

e intanto le cose che volevamo salvare

sono sgusciate fuori dalle sbarre.

 

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categoria : pensieri, io

postato da rebowsky alle ore 19:19
lunedì, 25 agosto 2008

...

Parole –stupidamente- filtrate, le mie.

La mente fatica nel lasciare intrappolati pensieri che vorrebbero uscire,

viaggiare, seguire il loro corso,

arrivare a destinazione,

giungere a chi li sta aspettando.

 

Un impedimento di forma.

 

Ma perché?

Perché tenere dentro il sentimento?

Perché non mi è possibile urlarlo?

Perché lasciarlo in gola a soffocare l’istinto?

 

Sono attimi, momenti di felicità mentre si parla,

poi brevi silenzi e poi ricordi…
Quanto questo scorrere silenzioso pesi non lo so,
so che mi pesa il passo di chi ho paura che si allontani.

 

Non so quanto reggerò in questa angosciosa situazione.

Non è mia la diplomazia dei sentimenti.

 

Io so che tu sai che io so.

(Tu sai che io so che tu sai)

 

Non terrò i pensieri in gabbia ancora per molto.

E’ un bisogno il mio.

Anche questo.

 

E’ un’imprudenza?

Ma cos’è l’imprudenza?

Quel brivido che poco ti concedi
che mai non ripeti per paura che ti si spezzi il fiato?


La mente però non muore e razionalizza,
allora nasce il timore e la paura che tutto svanisca,

che torni al nulla che l’ha generato,
perché la vita è questo cerchio che tutto dona e tutto prende.


Ma se la mente ordina l’istinto saccheggia: figlio del coraggio.
Perché c’è chi si nasconde dietro i suoi sguardi e i suoi silenzi.

E chi rischia.


Io rischio.

 

C’è già troppo che la vita ha depredato per me,
i miei momenti di rivincita sono l’impronta del mio camminare.

 

Io ho bisogno di dirti,

di farti sentire,

di farti arrivare non parole vuote.

Ma quello che sento,

quello che mi sta scoppiando dentro.

 

 

 

Portami con te
dove c'è quel sole,
dove c'è quel mare,
dove ci sei tu
Portami con te
dove porteresti quelle cose che
hai bisogno tu;
non sarà facile


Portami con te
dove c'è quel muro
dove hai scritto ti amo,
ma non sei sicura;

Portami con te
dove non si può,
dove c'è il peccato
che io peccherò

Il tempo si porta con sè
qualcosa di me
che ho perso con te;
la luna è sempre nel cielo
e tu dove sei?
dove sei?

Portami con te, con te, con te
... con te, con te!

 


Portami con te – L. Bertè

 

 
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categoria : pensieri, viaggi, per te, desideri, io , tu

postato da rebowsky alle ore 22:20
domenica, 24 agosto 2008

ERRORS

Forse i miei errori sono stati più grandi dei miei successi.

Però sto tentando di rendere positivi anche quelli.

Come?

Cercando di capire perché é accaduto.

 

La mia rivincita credo riparta proprio da li.

 

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categoria : pensieri, io

postato da rebowsky alle ore 20:42
venerdì, 22 agosto 2008

L'oroscopo di Rob Brezsny
22/28 agosto 2008

CAPRICORNO

Capricorno (22 dicembre - 19 gennaio)

Platone scrive nella Repubblica che gli occhi possono rimanere abbagliati per due motivi:
perché si esce dalla luce o perché si entra nella luce.
Questo vale sia per l'occhio della mente sia per quelli del corpo.
Secondo il filosofo, quando una persona lascia la luce per entrare nell'ombra resta sconcertata perché non è abituata all'oscurità.
Allo stesso modo, quando passa dal buio alla luce la sua vista impiega un po' di tempo per abituarsi. Secondo la mia analisi dei presagi astrali,
Capricorno,
circa tre settimane fa hai dovuto affrontare il primo tipo di cecità temporanea e da un giorno all'altro potresti provare il secondo.

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categoria : rob brezsny - oroscopo

postato da rebowsky alle ore 10:04
giovedì, 21 agosto 2008

DETERMINATION

determinazióne: determinazióne
s. f.
azione e risultato del determinare
volontà decisa, convinzione
deliberazione,

decisione alla quale si perviene dopo aver riflettuto.

 

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categoria : pensieri, io

postato da rebowsky alle ore 14:23
martedì, 19 agosto 2008

...

Ero impaziente di te,

di te che avrei raggiunto in breve tempo.

Premevo sull’acceleratore come il più dannato dei piloti.

 

Irrequietezza.

Agitazione, eccitazione.

Sono arrivato a casa tua e ci siamo seduti al tavolo,

seduti di fronte ad un paio di Martini ghiacciati

che avevi preparato durante l'attesa.

Abbiamo iniziato subito a parlare di Marrakech,

ad organizzare quanto prima un viaggio in Marocco,

in quella città incredibile e dall'aria così magica.

  

Indossavi una T-shirt nera che metteva in risalto le forme tonde dei seni,

una collana di perle grigie ed un paio di jeans

che ti davano un'aria incredibilmente eccitante.

 

Ti brillavano gli occhi, grandi, belli.

E mentre facevi le linguacce prendendomi in giro

suscitami in me sensazioni di tenerezza

e allo stesso tempo un desiderio incredibile.

 

Avevo voglia di avere il tuo corpo tra le mani,

di accarezzare la tua pelle e sentire il tuo profumo.

Avevo voglia di stare con te, solo con te.

Ovunque.

 

Mi sono avvicinato
ed ho cominciato a baciarti il collo, le orecchie, i lobi, le guance

fino a cercare la tua bocca carnosa che mi faceva impazzire.

Ti ho abbracciato circondandoti il corpo con le braccia.

 

Lo stampo dei seni, duri e compatti,

premevano contro il mio petto provocandomi un turbamento

insostenibile.

 

Ho infilato la mano sotto la tua maglietta.

Le dita si ritrovano a contatto con le forme debordanti dei tuoi seni.

Sapevo che eri sensibile a quel tipo di carezze.

Dopo averti lambito i seni e assaporato la consistenza,

ti ho accarezzato i capezzoli con i polpastrelli.

La loro punta era ritta, turgida.

 

Ti sfilavo poi la maglietta facendola passare oltre il capo.

I tuoi seni apparivano nella loro straordinaria bellezza.

 

Il tuo corpo giovane mi eccitava terribilmente

e accendeva in me un forte desiderio di possederti.

 

Mi sono inginocchiato ai tuoi piedi,

ti ho slacciato i jeans trascinandoli per terra.

 

Le mie carezze ti percorrevano su tutto il corpo

e ti sentivi di perdere dolcemente il controllo per salire ad uno stato di estasi.

 

Il tuo corpo fremeva dal desiderio di essere posseduta,

di abbandonarsi completamente in balia delle mie mani.

Del mio corpo.

 

Di me.

 

Le nostre mani si contendevano il sesso dell'altro.

Continuavo ad accarezzarti,

e tu avevi la sensazione che un flusso di calda energia percorresse il suo corpo.

 

Presa dal piacere, hai chiuso gli occhi ed inclinato la testa all’indietro.

 

Il mio movimento era come un onda che nel suo costante moto ti travolgeva.

I gemiti di piacere rimbombavano nella stanza,

generando echi che amplificavano la sensazione di piacere che provavamo.

Sfinita da delle sensazioni così intense hai riaperto gli occhi.

 

Per una decina di minuti siamo restati muti ad osservare il soffitto,

senza parlarci, sudati e spossati l'uno di fianco all'altra.

Le mani accarezzano la nostra carne provocando ancora in entrambi brividi di piacere.

 

Forse quel giorno, per noi, valeva più del tempo di un intera vita,

forse in un secondo si provano emozioni lunghissime.

Forse un giorno passato così diventa eterno.

Poche ore possono essere il momento più importante e bello di una vita.

O semplicemente l'inizio.

 

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categoria : sogni, desideri, meraviglia, sensualità, io , tu

postato da rebowsky alle ore 21:31
lunedì, 18 agosto 2008

TURN ON TUNE IN FUCK OFF

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categoria : dolore

postato da rebowsky alle ore 13:37
sabato, 16 agosto 2008

On the road, again

Sono giorni ormai che di chilometri sotto le ruote ne scorrono parecchi
La sensazione è piacevole,
anche e soprattutto quando la destinazione non è ben precisa.
Si ha come la sensazione di lasciarsi alle spalle i brutti pensieri,
di andare incontro a giorni migliori.

E con i chilometri scorrono i pensieri,
ruotano nella testa come le gomme sull’asfalto.

Ed hai una strana sensazione,
come se non riuscissi,
come se non volessi neppure tentare di fermarli.
Il cuore aumenta i battiti,
e ti ritrovi a pensare alle cose belle
che fino a poco più di un mese fa
ti avvolgevano come un abito cucito su misura per te.

 E oggi si riparte ancora,
on the road again,
approfittando della bella giornata
e del maestrale che colora di bianco le spiagge.

Si va nell’entroterra
A respirare il profumo della campagna,
con l’odore d’acqua che è scesa nella notte dopo il temporale
e poi si scende sul mare,
un tuffo e le ossa a scaldarsi al sole.

 Si spostano i pensieri malinconici,
ci si prova,
almeno per un giorno.

 E domani, dubbi amletici per decidere la prossima destinazione.

 Nessun lungo viaggio, no,
in galleria, ma d’arte.

 Solo ci vorrebbe qualcuno con cui poter godere di queste opere,
qualcuno con cui condividere impressioni e opinioni.

Domani no, domani si va soli.
Soli con i pensieri…

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categoria : pensieri, viaggi, moto, io

postato da rebowsky alle ore 23:23
domenica, 10 agosto 2008

HAPPY CHILD

Nel buio sussurriamo segreti ai nostri migliori amici,
cerchiamo sostegno ovunque possiamo trovarlo
e continuiamo a sperare,
contro ogni logica,
contro ogni esperienza.

Come i bambini,
non rinunciamo mai alla speranza...

grey's anatomy

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categoria : citazioni, pensieri, sogni, io

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